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Siamo liberi.

Sono trascorsi molti mesi dal mio ultimo articolo  e, causa i miei impegni universitari, credo che difficilmente tornerò a scrivere così assiduamente come un anno fa. Però non potevo esimermi dal darvi la notizia della liberazione dell’Italia. Ieri, 12 Novembre 2011, è finita un’era, tra le più drammatiche e caratterizzanti della nostra storia repubblicana. Ieri il criminale Silvio Berlusconi, l’uomo che ha portato l’Italia sull’orlo del fallimento, colui il quale ci ha coperti di ridicolo di fronte all’Europa e al mondo, ha rassegnato le sue dimissioni.

Consapevole di non avere più la maggioranza alla Camera, ha deciso di togliersi di mezzo prima della mozione di sfiducia; strano, direte voi, dato che ci aveva abituati alle compravendite parlamentari dei giorni immediatamente precedenti il voto di fiducia. Avrà qualche piano in mente? Oppure sapeva che questa volta non avrebbe trovato un ennesimo Scilipoti?
Non conosco la risposta a questi quesiti, ma per ora sono contento che se ne sia andato. Certo, la ricostruzione politica, morale ed ideologica dell’Italia sarà un’ardua impresa, però ardua non vuol dire impossibile. Ieri insieme a Berlusconi se n’è andata anche la seconda repubblica, nata con l’intenzione di sostituirsi alla corrotta tangentopoli, ma che di tangentopoli si è dimostrata una degna erede.

Ora dobbiamo costruire insieme la terza repubblica, ripartendo da Mario Monti; io avrei voluto subito nuove consultazione, ma pazienza, verranno presto. Spero solo che la sinistra abbia imparato da tutti gli errori commessi negli ultimi 18 anni, e sia in grado di sostenere le prossime elezioni e, soprattutto, il prossimo governo. Perché “di papi a Roma non ne vogliamo più”.

Nichi, che fai?

Caro Nichi, innanzitutto scusami per eventuali errori; perdonami anche l’eccessiva concisione di questa presente, entrambi questi difetti sono dovuti a miei impegni personali molto assidui in questo periodo pre-universitario, che non mi lasciano molto tempo.

Negli scorsi giorni è stata approvata la manovra economica più disastrosa dell’intera storia repubblicana, con il solo voto contrario dell’Italia dei Valori. Ho letto il tuo parere negativo circa la manovra, anche se credo che se fossi stato in Parlamento anche tu, come il PD, non avresti fatto “ostruzionismo”, dato che la Puglia non rientra tra le regioni che hanno rifiutato il ticket. Non capisco, se le cose stessero davvero così ti confesso una mia forte delusione.

Ovviamente non ho avuto modo di informarmi molto negli ultimi giorni, quindi se dovessi sbagliarmi ti chiedo scusa in anticipo.

Ciao, tuo D. R.

http://tv.repubblica.it/politica/fuori-onda-brunetta-parla-tremonti-lo-demolisce-e-un-cretino/72234?video

Guardate questo video di repubblica.it: c’è Brunetta che parla della manovra economica e Tremonti che, credendo di non esser visto, fa dei commenti prima col ragionere generale dello Stato Mario Canzio, poi col capo di gabinetto del suo ministero Vincenzo Fortunato, ed infine col ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Si riesce a capire “Questo è il tipico intervento suicida” “È proprio un cretino!” “È un massacro!” “Devo intervenire?”. Poi ancora: “Maurizio, ma hai sentito quello che sta dicendo?”, e Sacconi risponde: “Non lo seguo nemmeno”.

E ce ne sono ancora altre, tra cui la famigerata “È scemo, eh?”. Cosa dire, c’è ne per divertirsi e disperarsi allo stesso tempo…

ciao, alla prossima 😉

Google plus

Ebbene sì, mi sono iscritto a google+. Google+ è il social network di google; l’ennesimo direte voi? Sì, però questa volta la grande G fa sul serio: google + integra la videochiamata, la divisione dei contatti in cerchie e molto altro. Può davvero spostare l’utenza facebook, anche se ovviamente lo zio marco si sta muovendo, e si dice che a breve gli utenti facebook avranno addirittura skype integrato nel social network (ha fatto un accordo con lo zio billy).

Beh, cosa dire? Tra i due mali, faccialibro e gùgol più, io preferisco il secondo, visto che promette una gestione della privacy migliore. Ma il social network che spero si diffonda più di tutti rimane diaspora, nonostante ci creda poco.

L’iscrizione su google plus funziona ancora tramite inviti, quindi se volete un invito basta mi lasciate mail (potete anche solo commentare chiedendomi l’invito e usando la mail sul quale volete ricevere l’invito per il commento). La mail deve essere necessariamente gmail.

Tra l’altro ho ancora 5 inviti su diaspora a disposizione, quindi se vi interessa diaspora non fate complimenti 😉

Ciao amici, sono mesi che avevo intenzione di scrivere questo articolo, e finalmente ho un po’ di tempo per farlo. Vi avevo detto che, deluso e infastidito da gnome3, ero passato a mint debian edition, che si basa su debian squeeze ed manterrà quindi gnome2 ancora per parecchio. Solo che fedora mi mancava e debian aveva qualche particolare che non mi convinceva, così poco dopo sono ripassato a fedora, ed ho “umanizzato” (o preferite “domixizzato”? :D) gnome3. Innanzitutto vi dico che dopo aver aggiornato fedora dalla versione 14 alla 15, i tempi di boot erano rallentati sensibilmente. Ho così formattato tutto e reinstallato fedora 15 da zero, e la velocità di boot è effettivamente strepitosa, minore della vecchia fedora 14 (credo perché gnome3 ha meno cose da caricare in ram).

Veniamo ora alla “domixizzazione” di gnome-shell: ho innanzitutto installato gnome-tweak-tool per impostare la vecchia scrivania (è l’opzione “have file manager handle the desktop”, che va portata su ON). Ho poi installato diverse estensioni, ma non tutte quelle presenti sui repo vanno, alcune fanno crashare gnome e non lo fanno avviare, bisogna poi rimuoverle da una shell testuale); quelle che uso (e che a me funzionano senza problemi) sono le seguenti: gnome-shell-extensions-alternative-status-menu, gnome-shell-extensions-theme-selector, gnome-shell-extensions-user-theme, gnome-shell-extensions-places-menu. Inoltre uso le estensioni del pacchetto gnome-shell-frippery. Il pacchetto è reperibile qui, basta scompattarlo nella home (le estensioni sono già nel percorso in cui devono essere, al limite scompattatelo da un’altra parte, visualizzate i file nascosti e recuperate le estensioni, che poi ricopierete nello stesso percorso da cui le avete prese, però in quello che già è presente nella home; spero di essermi spiegato, al limite chiedete).

Io però non uso l’estensione gnome-shell-bottom-panel, sempre di frippery, perché non funziona ancora bene e perché non mi piace molto. Preferisco installarmi tint 2 e settarmelo a mio piacimento; questo è il mio /home/mionome/.config/tint2/tint2rc:

# Tint2 config file
# Generated by tintwizard (http://code.google.com/p/tintwizard/)
# For information on manually configuring tint2 see http://code.google.com/p/tint2/wiki/Configure

# Background definitions
# ID 1
rounded = 0
border_width = 0
background_color = #000000 80
border_color = #FFFFFF 16

# ID 2
rounded = 5
border_width = 0
background_color = #FFFFFF 40
border_color = #FFFFFF 48

# ID 3
rounded = 0
border_width = 0
background_color = #FFFFFF 16
border_color = #FFFFFF 68

# Panel
panel_monitor = all
panel_position = bottom center horizontal
panel_size = 100% 24
panel_margin = 0 0
panel_padding = 7 0 7
panel_dock = 0
wm_menu = 0
panel_layer = top
panel_background_id = 1

# Panel Autohide
autohide = 0
autohide_show_timeout = 0.3
autohide_hide_timeout = 2
autohide_height = 2
strut_policy = follow_size

# Taskbar
taskbar_mode = single_desktop
taskbar_padding = 2 3 2
taskbar_background_id = 0
taskbar_active_background_id = 0

# Tasks
urgent_nb_of_blink = 8
task_icon = 1
task_text = 1
task_centered = 1
task_maximum_size = 140 35
task_padding = 6 2
task_background_id = 3
task_active_background_id = 2
task_urgent_background_id = 2
task_iconified_background_id = 3

# Task Icons
task_icon_asb = 70 0 0
task_active_icon_asb = 100 0 0
task_urgent_icon_asb = 100 0 0
task_iconified_icon_asb = 70 0 0

# Fonts
task_font = sans 10
task_font_color = #FFFFFF 68
task_active_font_color = #FFFFFF 83
task_urgent_font_color = #FFFFFF 83
task_iconified_font_color = #FFFFFF 68
font_shadow = 0

# System Tray
systray = 1
systray_padding = 0 4 5
systray_sort = ascending
systray_background_id = 0
systray_icon_size = 16
systray_icon_asb = 70 0 0

# Clock
time1_format = %H:%M
time1_font = sans 8
time2_format = %A %d %B
time2_font = sans 6
clock_font_color = #FFFFFF 74
clock_padding = 1 0
clock_background_id = 0
clock_rclick_command = orage

# Tooltips
tooltip = 0
tooltip_padding = 2 2
tooltip_show_timeout = 0.7
tooltip_hide_timeout = 0.3
tooltip_background_id = 1
tooltip_font = sans 10
tooltip_font_color = #000000 80

# Mouse
mouse_middle = none
mouse_right = close
mouse_scroll_up = toggle
mouse_scroll_down = iconify

# Battery
battery = 0
battery_low_status = 10
battery_low_cmd = notify-send “battery low”
battery_hide = 98
bat1_font = sans 8
bat2_font = sans 6
battery_font_color = #FFFFFF 74
battery_padding = 1 0
battery_background_id = 0

# End of config

Per togliere bottom panel basta cancellare la sua cartella da /home/domenico/.local/share/gnome-shell/extensions o disabilitarlo da gnome-tweak-tool. Tra le estensioni c’è una fantastica estensione che serve a portare i lanciatori dei vistri programmi preferiti sul pannello, come facevo con gnome2. Vi ricordo che dovete ricaricare la sessione per vedere le estensioni aggiunte, o dando il comando r da utente normale o sloggandovi e riloggandovi. Ecco il mio sistema fedora 15 con gnome-shell:

Cliccate sulle miniature per vederle a dimensione originale 😉

Ciao, alla prossima 😉

È FINITAAAAA!!!

Avevate notato la mia assenza? Ho fatto la maturità, e finalmente stamattina alle 9 era tutto finito (il primo a fare l’orale). Capite?? Ho finito! HO FINITO!!!

Beh, ora un po’ mi dispiace di aver finito la scuola, ma mi fa piacere l’aver finito la maturità, non ce la facevo più!

Ora per un po’ tornerò a pubblicare, poi credo che gli articoli in questo blog diminuiranno, sta per iniziare il periodo di studi più intenso della mia vita! 😛

Beh, allora a presto, sono troppo felice per continuare a scrivere 😉

P.S.: è andata bene 😉

Ce l’abbiamo fatta!!!!

Ecco i dati finali circa il quorum ai referendum:

Referendum 1: Servizi pubblici locali 55,87%

Referendum 2: Tariffa servizio idrico 55,87%

Referendum 3: Energia elettrica nucleare 59,72%

Referendum 4: Legittimo impedimento53,33%

Il mio grazie va agli italiani, che finalmente stanno iniziando a riscattarsi, ma un grazie-sarcastico lo rivolgo anche al nostro caro premier, che una cosa è riuscito a farla: ha mandare a votare in massa gli italiani ad un referendum. Non raggiungevamo il quorum dal 1995, grazie Berlusca, solo tu potevi riuscire ad esasperare tanto un popolo come quello italico da farlo svegliare dopo anni di torpore! 😀

Non immaginate come sono felice 😀 😀 :D…

P.S.: ovviamente ora si aspettano i risultati, ma la vittoria del sì è quasi scontata…

edit: i risultati sono solo provvisori, i dati sono riferiti ancora solo a 1000 su 8000 comuni circa, è meglio che li vediate da qui

ma stiamo comunque molto sopra il quorum 😉

Andate a votare!

Cosa fate ancora qui a leggere il mio post? Andate subito a votare!!

A mezzogiorno non eravamo neanche al 12% di affluenza, a questo punto ho seri dubbi sul raggiungimento del quorum, ma non smetto di sperare; fatemi un favore, andate tutti a votare!

Aggiornamento ore 19.00: siamo sul 25%. Dati aggiornati

Aggiornamento ore 22.00: siamo sul 40%!

Oggi possiamo leggere su repubblica.it il parere che del nucleare ci dà uno ha speso una vita a studiare l’atomo e per i suoi studi ha meritato il premio Nobel; sì, parlo di Carlo Rubbia. Godetevi quest’intervista e domenica e lunedì andate assolutamente a votare sì, per allontanare dal nostro paese lo spettro delle centrali nucleari, che sono pericolose, costose e, a mio modesto parere, contro natura (vi sembra giusto creare col le scorie problemi a chi verrà tra 20.000 anni?).

 

 

ROMA – “Fukushima ha rappresentato una grande sorpresa perché ha evidenziato uno scollamento tra le previsioni e i fatti. È stata una lezione ed è pericoloso non imparare dalle lezioni. Soprattutto per un paese come l’Italia che con il Giappone ha molti problemi in comune: non solo la sismicità ma anche gli tsunami prodotti da un terremoto, come l’onda gigante che ha distrutto Messina nel 1908. È ragionevole fare una centrale atomica in Sicilia?”.

Carlo Rubbia, il Nobel che in Italia ha inventato il progetto pilota per il solare termodinamico, osserva il panorama energetico a tre mesi dall’inizio di un incidente nucleare che non si è ancora concluso.

Dopo Fukushima tutto il mondo s’interroga sul futuro del nucleare e paesi come la Germania e la Svizzera hanno deciso di uscire dal club dell’atomo. Il governo italiano invece vuole rientrare. Le sembra una buona scelta?
“Non si può rispondere con un sì o con un no. Bisogna esaminare i problemi partendo da una domanda fondamentale: quanti soldi ci vogliono e chi li mette. Si dice che una centrale nucleare costa 4-5 miliardi di euro. Ma senza calcolare gli oneri a monte e a valle, cioè le spese necessarie per l’arricchimento del combustibile e per la creazione di un deposito geologico per le scorie radioattive come quello che gli americani hanno cercato di fare, senza riuscirci ma spendendo 7 miliardi di dollari, a Yucca Mountain”.

Insomma quanto costerebbe il piano italiano che punta ad arrivare al 25 per cento di elettricità dall’atomo?
“Per raggiungere un obiettivo del genere, e o si raggiunge un obiettivo del genere oppure è inutile cominciare perché si hanno solo i problemi senza i vantaggi, serviranno una ventina di centrali e quindi possiamo immaginare un costo diretto che si aggira sui 100 miliardi di euro. Il punto, come dicevo, è chi li mette sul tavolo”.

In tutto il mondo i capitali privati tendono a tenersi lontani dal nucleare, li spaventa il rischio.
“Proprio così. Nei paesi che hanno scommesso sull’energia nucleare questa scelta è stata finanziata, in un modo o nell’altro, dallo Stato, spesso perché lo Stato era impegnato nella costruzione di bombe atomiche. Per questo le centrali francesi sono costate tre volte meno di quelle tedesche: buona parte degli investimenti strutturali erano a carico della force de frappe. Ora se in Italia ci sono – e sarebbe una novità – privati interessati a investire in questo settore, bene: si facciano avanti. Altrimenti bisogna dire con onestà che i soldi vanno presi dalle tasse”.

La Germania ha deciso di chiudere le centrali nucleari perché considera più conveniente investire nelle fonti rinnovabili. Condivide il giudizio?
“Io ho parlato a lungo proprio con le persone che hanno preso questa decisione. È stato un passo importante perché il futuro è lì, ma bisogna tener presenti i tempi dell’operazione: le fonti rinnovabili per esprimere a pieno il loro potenziale, arrivando a sottrarre quote importanti ai combustibili fossili, hanno bisogno ancora di 10-15 anni. Quindi bisogna pensare a una transizione”.

Per questo il centrodestra italiano parla di nucleare.
“Non diciamo sciocchezze, una centrale nucleare approvata oggi sarebbe pronta tra 10-15 anni, alla fine del periodo di transizione. Noi abbiamo bisogno di impianti con un basso impatto ambientale e tempi di costruzione rapidi. Penso a un mix in cui l’aumento di efficienza gioca un ruolo importante, sole e vento crescono e c’è spazio per due fonti che possono produrre subito a costi bassi”.

Quali?
“Innanzitutto il gas, che è arrivato al 60 per cento di efficienza e produce una quantità di anidride carbonica due volte e mezza più bassa di quella del carbone: il chilowattora costa poco e le centrali si realizzano in tre anni. E poi c’è la geotermia che nel mondo già oggi dà un contributo pari a 5 centrali nucleari. L’Italia ha una potenzialità straordinaria nella zona compresa tra Toscana, Lazio e Campania, e la sfrutta in maniera molto parziale: si può fare di più a prezzi molto convenienti. Solo dal potenziale geotermico compreso in quest’area si può ottenere l’energia fornita dalle 4 centrali nucleari previste come primo step del piano nucleare. Subito e senza rischi”.

Fonte: http://www.repubblica.it/ambiente/2011/06/10/news/rubbia_intervista_nucleare-17475151/?ref=HREC1-1

 

E poi ci parlano di nucleare quando abbiamo già nel sottosuolo tutta l’energia di cui abbiamo bisogno, senza neanche la necessità di ricorrere al fotovoltaico o all’eolico. Ma vi rendete conto?

 

Ciao ragazzi, ieri google ha festeggiato il novantaseiesimo anniversario dalla nascita di Les Paul (il creatore della mitica chitarra elettrica Gibson) con un doodle in cui era possibile suonare una chitarra passandoci sopra col mouse o usando la tastiera. Ebbene, oggi vi manca? Potete andare su google.com (dove sarà disponibile ancora per un po’) Oppure aprirla quando volete da qui. In più da oggi è stata implementata la funzione per registrare le melodie.
Dunque, in attesa di comprare una Gibson vera (e nel mio caso di impararla a suonare :lol:), cosa aspettate a farvi una strimpellata sul doodle di google? 😀